giovedì 12 gennaio 2012

Le prime discussioni.. e litigi

Paradossalmente il primo litigio vero c'è stato la prima domenica in cui avevamo tutta la giornata per noi, insomma troppo tempo insieme.

Eravamo andati ai mercatini di Natale in val Vigezzo, io non vedevo l'ora, mi sembrava una cosa così carina da fare insieme.

Già la mattina mi erano girate un po' perchè lui aveva insistito per partire alle 8.30 massimo massimo 8.45.
Allora io ho messo la mia brava sveglia alle 7.45 con fatica perchè oltre ad essere provata dalle nottate brave la domenica è l'unico giorno in cui non mi devo alzare presto.
Alle 8.45 ero prontissima quando lui mi telefona e mi dice "Faccio benzina e arrivo".

Ora io non so quale strano percorso mentale abbiano fatto i suoi neuroni per indurlo a pensare di andare a fare benzina in un posto a cui saremmo poi passati davanti per andare a prendere l'autostrada, fatto sta che è arrivato con mezz'ora di ritardo.

Ho deciso di lasciare perdere e siamo partiti.
Siamo arrivati poco dopo le 10 e gli ho detto che forse sarebbe stato meglio prenotare un tavolo se no con tutta la gente che c'era sarebbe stata dura pranzare.
E lui "Ma figurati!!"
Risultato: abbiamo pranzato alle 14.30 dopo aver camminato fuori dai mercatini per un chilometro.

Avevo freddo, fame ed ero stanca, ma finalmente eravamo seduti al caldo.
Dopo una decina di minuti ha iniziato a lamentarsi perchè non ci portavano il menù.
Una volta portato il menù perchè non venivano a prendere le ordinazioni.
Dopo, cosa lo dico a fare, si è lamentato perchè aveva fame e il cibo non arrivava.
Ed ha concluso dicendo che non erano organizzati.
Io gli ho detto che le cameriere erano indaffaratissime, il locale era già al terzo turno  per il pranzo e naturalmente non magiavamo tutti la stessa cosa quindi bisognava capire.
Ma no, dovevano prendere altri camerieri, ma del resto si sa come va la vita, si fanno le cose male, se tutti facessero come me il mondo andrebbe meglio.

La mia irritazione stava raggiungendo il livello di guardia quando ci hanno portato da mangiare e gli animi si sono tranquillizzati.

Usciamo a fare gli ultimi acquisti prima di tornare a casa e ci fermiamo ad una bancarella che vende composizioni con fiori secchi.
Lui decide di comprarne una da regalare a sua cognata.
Inizia a parlare con la signora che le vende e chiede se per caso si devono bagnare (MA SE SONO SECCHIIIIIIII!!!!!!) e lei con un'aria da "Ahhh..... uomini!" dice di no, sono secchi sono trattati in modo da conservarsi così.
Lui dice che deve regalarli alla cognata e mi chiede un consiglio, poi mentre la signora incarta quello che ha scelto lui dice "Ma lei non è mia cognata eh..."
E io penso "mmmmhhhh oddio... ma sta zitto!"
E la signora penserà "mmmmmmhhhhh... ma che me frega?"
E lui "No, lei è la mia signora!"
Io guardo la signora con un sorriso che vuol dire "Abbia pietà, o lo faccio fuori o lo tengo così!"
Lei ricambia il sorriso e pensa "Si si ho pietà di te, del resto hai sempre la terza opzione di saltare in un tombino aperto..."

Mentre veniamo via sorridendo dico al mio "signore" che forse non è il caso di raccontare al mondo intero i fatti nostri.
Lui inizia a dire che una parola gentile non fa mai male e io dico che va bene, ma parlando in generale non dei fatti nostri.
Lui allora si inalbera e dice che io mi vergogno di lui, che non voglio fare sapere che stiamo insieme (certo perchè essere in giro a braccetto la domenica per mercatini non è un indizio sufficiente), che forse tutto sommato non siamo fatti l'uno per l'altra, che io penso solo a me stessa e lui invece si fa in quattro per noi due.
Gli chiedo solo di abbassare la voce che non mi va di farmi conoscere in tutti i modi, in tutti i luoghi, in tutti i laghi e in tutte le valli...

Ma siccome lui non cede, perchè come scoprirò poi non vuole essere contraddetto specie da una donna, ed è troppo orgoglioso per riconoscere di sbagliare, specie con una donna, allora sto zitta e ascolto il mio cuore che batte e il sangue che ribolle.

Saliamo in macchina ed io già non vedevo l'ora di togliermelo dai piedi, ma mi sono ripetuta che dovevo avere pazienza.
Certo quando aveva detto che forse non eravamo fatti l'uno per l'altra un po' mi aveva messa in allarme, ma allo stesso tempo lo trovavo così infantile, sembrava un ricatto morale, se mi contraddici non ti voglio più bene.

Iniziamo a chiacchierare del più e del meno. Lui non so come mai dice che ha visto un po' di paesi allora iniziamo l'elenco, lui Olanda, Giordania, Egitto... io Parigi, Vienna, Londra, USA, Tunisia...

Poi ho la malaugurata idea di dire "Ma tu hai fatto tutti viaggi organizzati, sali sul pullman e ti porta dove devi andare, invece se te lo organizzi tu..."

E anche qui.... Non l'avessi mai detto!
Inizia "Ma cosa c'entra??!! Cosa ci vuole ad organizzare un viaggio!! Fa tutto l'agenzia!!"
E io "No, l'agenzia prenota il volo ad esempio ma l'itinerario lo fai tu..."
E lui non mi lascia nemmeno finire "Son capaci tutti, io ti parlo dati alla mano!!!"
E io "Che dati? Tu l'hai mai fatto?"
E lui "No, ma non ci vuole niente!!!"

Sottolineo che qui urlava come un ossesso.
Io cercavo di ribattere ma lui alzava sempre più la voce e alzando il braccio gridava "Ma va! Ma va!"

Io allora ho deciso di lasciare perdere, gli ho solo detto "Sai, sono le quattro del pomeriggio e non ti sopporto più!"

Nel frattempo urlando e strepitando siamo arrivati a casa.
Lui è salito da me e poi ha detto che se ne andava. Io ho detto ciao.

Sul subito mi sono sentita liberata, io non sono tanto dolce e remissiva, ma volevo sondare il terreno, era un po' come se lo stessi osservando per vedere come fosse realmente e poi avrei tratto le mie considerazioni.

La sera però mi sembrava strano tutto quello che era successo, ho pensato che magari era una giornata sfigata, così l'ho chiamato.
Lui sembrava piuttosto abbattuto e dispiaciuto, ha detto che non pensava lo avrei lasciato andare via così e io gli ho detto che i tempi in cui correvo dietro agli uomini sono finiti.
Così dopo cena è tornato a casa mia e abbiamo fatto pace.

Che è durata esattamente 24 ore.

6 commenti:

Lia ha detto...

Sull'australopiteco non spreco ulteriori parole, ma ci tenevo a dirti che mi piace molto il tuo modo di scrivere e raccontare.
Un abbraccio grande! :)

Alice ha detto...

Simona che dire..con gli uomini ci vuole pazienza. Io personalmente non ne ho più, per cui me ne sono liberata da un bel pezzo. Non so da quanto tempo vi frequentate (non ho letto le puntate precedenti) ma valuta bene: la vita è una e il mare è pieno di pesci. A buon intenditor..:-)
In bocca al lupo. Alice

Anna ha detto...

Tesoro, sono sempre più allibita... e pure senza parole... e tu sai che per farmi restare senza parole ce ne vuole!
Anzi no, qualche parola da dire ce l'avrei, ma sono tutti termini soggetti a censura...

Ele ha detto...

Simo, rimangio quel che ho detto nel commento alla seconda puntata. Questo qui non solo mi ricorda chisaitu di quelpostolà, è perfino peggio!!! Credimi, conosco un tipo così.All'apparenza sembra anche normale. Non scrivo su di lui, sulla amica che lo frequenta e su come ci ha fatti trascorrere un week-end fuori in 4,altrimenti lo sgama mezza rete..(sia mai si presenta sotto casa mia..brrr).Ma è identico al lui di cui parli. Simo,dammi retta, scrivici un libro.

sognatriceabordo ha detto...

Perlomeno stavolta hai fatto uscire l'ironia! :)

Sognatrice
a bordo

Simona ha detto...

Grazie mille a tutte, capisco che ormai le parole siano superflue per commentare.
Non voglio ammorbarvi, tanto è quasi finito, ma mi serve per mettere in ordine i miei pensieri e soprattutto, se ci sarà una prossima volta, magari imparerò dai miei errori.
Un bacio